Green economy, un driver per lo sviluppo

Green economy, un driver per lo sviluppo

 
3 febbraio 2017

Andiamo per gradi e cerchiamo innanzitutto di capire cosa significa Green Economy e perchè si ritiene possa essere un driver per lo sviluppo.

Per green economy o economia verde, si intende un modello economico che prevede come fattore principale di sviluppo la riduzione dell’impatto ambientale, prendendo in considerazione tutti i potenziali danni ambientali che una azienda incorre durante il ciclo di vita dei suoi prodotti di business.

La Commissione Europea ha definito la green economy come

“un’economia che genera crescita, crea lavoro e sradica la povertà investendo e salvaguardando le risorse del capitale naturale da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta”.

 

 

La green economy, intesa come modello di crescita economica che sappia ridurre l’inquinamento ambientale preservando le sue risorse naturali, è nata dalla critica nei confronti del modello di economia tradizionale, che non ha tenuto conto dei danni ambientali che esso recava, soprattutto nei settori come l’agricoltura, la pesca, il turismo, l’allevamento. Settori che dipendono da un sano contesto ambientale.

Gli obiettivi della green economy sono quindi di superare questo vecchio modello basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, con scarsa attenzione all’impatto ambientale, riconoscendo così i chiari limiti del nostro pianeta.

La green economy propone oltre che soluzioni a basso impatto ambientale, soluzioni volte a ridurre il consumo di energia, promuovendo uno sviluppo sostenibile attraverso l’utilizzo di risorse di energia rinnovabile come: biomasse, energia eolica, energia solare, energia idraulica, fino ad arrivare a forme innovative di riciclaggio, in modo da eliminare rifiuti di ogni tipo come scarti domestici o industriali evitando il più possibile sprechi di risorse.

Perchè la green economy può diventare un driver per lo sviluppo?

1. Può creare posti di lavoro!

Si chiamano “green jobs” i nuovi posti di lavoro verde che stanno crescendo sul mercato del lavoro e si tratta di tutte quelle occupazioni che contribuiscono a preservare la qualità ambientale.

Sono diversi ormai i settori in cui c’è un incontro tra domanda e offerta di lavoro per le professioni della green economy e del no profit a partire dalla produzione di energie rinnovabili, fino ad arrivare ai settori del biologico, al settore agroalimentare, al forestale, a quello delle biotecnologie.

Secondo ultime ricerche i profili lavorativi più richiesti nel settore del green jobs sono:

  • impiantisti
  • installatori
  • project manager
  • figure gestionali e legate al mondo finanziario
  • responsabili della comunicazione e del marketing

 

Tutte professioni lavorative apparentemente diverse tra loro ma con degli obiettivi comuni: sviluppi economici aziendali investendo sull’ambiente e la valorizzazione delle sue risorse.

2. nasce una nuova economia verde

L’Italia infatti risulta per la sua fisionomia e le sue risorse energetiche uno dei primi paesi europei con più potenziale lavoro verde a disposizione.

Le regioni meridionali come la Basilicata, la Sicilia, la Calabria, la Puglia, il Lazio si distinguono nell’agricoltura biologica. Mentre sono le regioni settentrionali della penisola ad eccellere per la produzione di energia elettrica e fonti di energia rinnovabile.

La green economy sta rappresentando quindi un settore vantaggioso su cui investire, per competitività economica, lavorativa e ovviamente sostenibile, soprattutto in un contesto come quello Italiano ricco di fonti di energie rinnovabili e ambientali da sfruttare in maniera corretta come prevede una buona green economy.

 

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