Creatività o metodo? Innovare al tempo dei flash mob

Creatività o metodo? Innovare al tempo dei flash mob

 
18 novembre 2014

Esiste un metodo per innovare? Partire dalle immagini archetipiche e come i direttori d’orchestra suonare sinfonie armoniche di più strumenti. La risposta di Alberto Cappellari che ad AsYouLight svela in anteprima il suo Iconthinking.

alberto-cappellariAYL: Chi è Alberto Cappellari e di cosa si occupa?
AC: Mi piace definirmi un facilitatore di innovazione. Dal 2008 lavoro come consulente per le aziende ma il mio ruolo sta proprio nell’affiancare i gruppi di lavoro, le aziende, gli imprenditori, per favorire l’innovazione. Anche e soprattutto nell’approccio.
Cerco di dare un metodo che possa essere sfruttato dalle persone coinvolte anche in mia assenza.

AYL: Come sei arrivato a questo mestiere? qual è stato il tuo percorso?
AC: Provengo dal settore dell’illuminazione. Sono stato per oltre 10 anni un uomo azienda rivestendo i panni di marketing ed export manager, quindi direttore commerciale e infine socio. Spaziando tra i diversi ruoli ho potuto vedere le diverse fasi del processo nelle dinamiche della multinazionale e in quelle della piccola realtà imprenditoriale. È stato durante questo percorso che ho realizzato come sia difficile arrivare al momento giusto con la definizione del prodotto.
Ho messo a fuoco che per arrivare al momento giusto serve il metodo per innovare.

AYL: Ed è così che è nato Iconthinking
AC: Cercavo uno strumento che portasse consapevolezza nel processo d’innovazione. È qualcosa che percepiamo anche con il corpo. A volte abbiamo l’intenzione di un movimento ma il fisico non reagisce come vorremmo. La consapevolezza è un elemento necessario. Sicuramente lo Yoga e il Tai Chi mi hanno influenzato nella concezione di Iconthinking.
sessione-iconthinkingE poi l’incontro con Silvia Toffolon, coach e facilitatrice di team aziendali con il pallino della creatività, che condivideva visione e obiettivi. Il resto sono mesi di duro lavoro, tanti test, valutazioni e revisioni. Iconthinking nasce da se stesso: è il concept che nasce dal metodo influenzandolo e migliorandolo, fino alla definitiva definizione.
Non basta voler innovare. Bisogna essere strutturati per farlo nei tempi e nei modi. Serve il metodo e la volontà di applicarlo.
Oggi viviamo una complessità che si ripercuote anche sui prodotti. Ogni singolo elemento vive in una dinamica sociale. I confini tra prodotto, comunicazione e percezione, sono diventati molto labili. Questa dinamica non può essere trascurata durante la fase progettuale.

AYL: Quale potrebbe essere la portata di Iconthinking nel settore lighting?
AC: Iconthinking potrebbe ad esempio aiutare a mettere insieme la luce con l’elemento sociale. Portare la luce fuori da un ambito squisitamente tecnico.
Iconthinking è uno strumento per il maestro d’orchestra. Ha lo scopo di allineare i bisogni ponendo al centro un focus comune. Il gruppo di lavoro può essere interno all’azienda, tuttavia se penso a quello ideale, potrebbe essere costituito da utilizzatore finale, cliente/acquirente, produttore, lighting designer e stake holder.

sessione-iconthinkingAYL: Come si struttura il processo?
AC: Il design thinking prevede delle fasi ben precise, esse sono: ispirazione, ideazione, implementazione. Noi lo abbiamo rappresentate attraverso gli elementi naturali: fuoco come visione, aria come elemento ascendente (che espande), acqua come elemento discendente (che concretizza), terra come sedimentazione. Le stesse fasi del processo sono studiate per non perdere di vista il focus. Al momento creativo in cui l’immaginazione può spaziare segue di necessità la sintesi.
Potremmo dire che viviamo in un flash mob continuo. Il rinnovamento si attua attraverso le persone.

AYL: Iconthinking si serve anche di carte. Ci vuoi raccontare come funziona?
AC: Abbiamo pensato di utilizzare le carte come delle icone. Da qui il nome Iconthinking. Nelle icone, nelle immagini che rappresentano, si annida l’aspetto di ispirazione. Di identificazione con l’archetipo. È un modo efficace per arrivare semplicemente all’aspetto archetipico di ogni questione. Le carte riportano inoltre una frase che, abbinata all’immagine, aiuta a liberare il pensiero creativo. Immagine archetipica e parola per uscire dai propri schemi e affrontare il processo in modo più creativo. A guidare il percorso, dei canvas (cioè schemi di sintesi) che pongono le questioni chiave del processo.
È l’inaspettato che emerge durante le sessioni.

iconthinkingAYL: Qual è la più grande soddisfazione che questo strumento ti sta regalando?
AC: Rendere autonomi i gruppi. Vedere come manager, imprenditori, persone dalle professionalità più disparate, una volta appreso il metodo, siano in grado di seguire processi di innovazione senza l’ausilio di una leader. Anche senza avere le competenze teoriche necessarie, è il processo che si fa guida di strategie di innovazione.

 

www.iconthinking.com
www.albertocappellari.it
www.silviatoffolon.it

 

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