La fame vien mangiando, al resto ci pensa la doggy bag

La fame vien mangiando, al resto ci pensa la doggy bag

 
24 agosto 2015

“Hai finito’” “Si, non ho più fame. Chiedo al cameriere di preparare la doggy bag.”
No, in Italia non siamo ancora abituati a risposte di questo tipo. E facciamo male.

In America portare a casa gli avanzi è regola. Solitamente per darli ai propri animali domestici, in altri casi per riscaldarli nel microonde e sfruttarli per il pranzo dell’indomani.
A Berlino esistono frigoriferi pubblici dove lasciare i propri avanzi del ristorante per chi da mangiare proprio non ce l’ha.

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Ma l’Italia sarebbe pronta a questo cambio di mentalità?
La ricerca condotta da Coldiretti/ Ixè dichiara che un italiano su cinque accoglierebbe favorevolmente l’introduzione della doggy bag (il sacchetto degli avanzi) mentre uno su quattro non sarebbe favorevole.
Un paese che si vergogna?
No. Un paese, forse, dove si sente ancora l’influenza del passato e del galateo nel quale grave mancanza di educazione era lasciare nel piatto del cibo.

Ma si tratta solo di cibo?
E per chi prende una bottiglia di vino e non la termina?
Nessun problema, ci pensa la doggy bag.

Così una tradizione oltreoceano arriva anche in Italia. E allora è nato “Doggy Bag – Se avanzo mangiami” ideato da Comieco in collaborazione con Slow Food Italia. Offrire una seconda vita a importanti vini o cibi, lavorati con arte e passione, che i clienti non terminano e il personale di sala riporta in cucina.
Una svolta importante per il paese che butta nella spazzatura 76 chili di cibo all’anno.

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Ma non sono bellissime? Non sprecare più! Chiedi la doggy bag e porta a casa gli avanzi 😉

Credits photo:
Header – Apartment 34

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