Non solo neon, la mostra di Mario Merz a Venezia

Non solo neon, la mostra di Mario Merz a Venezia

 
9 luglio 2015

Ho sempre avuto l’impressione che le Gallerie dell’Accademia di Venezia siano molto meno famose di quanto dovrebbero. Eppure sono un luogo incredibile non solo dal punto di vista architettonico, ma anche (o soprattutto) per i capolavori che custodiscono. Durante gli anni dell’università ho trascorso in quelle sale pomeriggi interi. Passavo dalle storie di Carpaccio alle tavole di Bellini. È lì che mi sono innamorata di Tiziano e ho capito la teatralità delle composizioni di Tintoretto.
Il silenzio delle sale e la rarità dei visitatori sono stati ottimi alleati per questi incontri giovanili. Ma non rimpiango i recenti lavori di restauro e la nuova politica espositiva che vuole rendere questa sede luogo nevralgico della vita culturale veneziana.
E così la mostra dedicata a Mario Merz che contamina gli antichi fasti della Serenissima con un passato assai recente è un punto d’orgoglio per Venezia che ospita la prima retrospettiva in un’istituzione pubblica italiana dalla scomparsa dell’artista.
La mostra prende il titolo dall’opera Città irreale del 1968 che apre il percorso espositivo entrando subito nel vivo del tema della tridimensionalità come affrontato dal Maestro italiano. Il tubo a neon quale strumento per trafiggere gli oggetti di uso comune e traslarli all’interno delle dinamiche di energia spaziali. ‘Tutto questo non è assemblage di oggetti, è un raggruppamento di quegli elementi già presenti nel paesaggio del XX secolo, nel quale ritroviamo effettivamente tutto quello che si può vedere nella strada’, dice Mario Merz a proposito di questo nucleo di lavori.
Appartiene a questo periodo anche Igloo (di Marisa) che introduce uno dei temi distintivi della ricerca dell’artista, destinato a essere costantemente rielaborato negli anni.
Il percorso espositivo si articola in senso cronologico per accompagnare il visitatore attraverso gli sviluppi della poetica dell’artista, partendo dalle prime sperimentazioni tra oggetto e architettura per arrivare alle grandi installazioni ambientali, passando per gli approfondimenti della sua attività grafica.
Attraverso le opere realizzate da Mario Merz, la mostra esplora in particolare il tema dello spazio in relazione alla sua ricerca artistica, così come di volta in volta è stato declinato: dal singolo oggetto quotidiano alla dimensione abitativa e all’idea di habitat, dallo spazio collettivo e urbano fino a quello cosmico e cosmologico.

 

Mario Merz. Città irreale
Gallerie dell’Accademia
Venezia
Fino al 20 settembre 2015

www.gallerieaccademia.org
www.fondazionemerz.org
www.mondomostre.it

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