Quando la cinepresa è una penna per scrivere con la luce

Quando la cinepresa è una penna per scrivere con la luce

 
22 luglio 2015

vittorio-storaro_cinefotografo_light-e-motionCos’è un film se non un racconto scritto con la luce? A svelarlo è il maestro Vittorio Storaro, tre volte Premio Oscar per i film “Apocalipse Now”, “Reds” e “L’Ultimo Imperatore” e autore anche di film come “Ultimo Tango a Parigi” e “Novecento”, che si autodefinisce “cinefotografo” o “scrittore della luce”. Restando all’interno di questa bella quanto veritiera metafora, la cinepresa è come una penna che scrive immagini, indica il ritmo e dona emozioni.

Da questa idea è nata la mostra fotografica “Light e-motion” in programma fino al 4 ottobre prezzo Palazzo Callas a Sirmione che mette a confronto immagini scelte tra i lavori più noti di Storaro e copie di alcune opere dei più noti artisti della storia dell’arte come Caravaggio, Carpaccio e Botticelli Rousseau, fonte d’ispirazione per il Maestro.

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Il percorso espositivo che riunisce quasi cento opere si articola tra fotografia e cinema, suddiviso in tre sezioni che rispecchiano lo studio trentennale di Storaro sul tema della luce, dei colori e degli elementi. Si tratta di fotografie «in doppia impressione», un tipo di sovrimpressione realizzato direttamente durante la fase di scatto.
È il modo che Storaro ha sperimentato per restituire alla fotografia il fattore tempo così importante nell’arte cinematografica. Come accade spesso nella scienza e nell’arte si tratta di una scoperta fortuita, dovuta a un accidente che ha svelato al Maestro il modo di imprimere due diverse immagini, due distinti momenti, sulla stessa porzione di pellicola, in una ricerca di ‘equilibrio tra elementi distanti che si ritrovano a convivere’.
Particolare cura è riservata all’allestimento progettato insieme alla figlia Francesca, architetto e light designer che ha previsto appositi cavalletti che includono una luce posizionata in basso per valorizzare la fotografia.

sirmioneLa mostra, a ingresso gratuito, è stata allestita grazie alla collaborazione tra Vittorio Storaro e il Comune di Sirmione e prevede seminari sulla luce e la fotografia, includendo anche la proiezione di una pellicola del Maestro da lui commentata.

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