Allodola o civetta? Quando la luce incide sull’umore

Allodola o civetta? Quando la luce incide sull’umore

 
12 agosto 2014

Il corpo umano ha sviluppato un orologio biologico assai preciso che scandisce il sonno e la veglia. La luce gioca un ruolo fondamentale nel regolare questo ritmo e, se male utilizzata, può avere influenze anche negative.

“La luce è il più potente sincronizzatore dell’orologio biologico interno” –  ha dichiarato il prof. Charles Czeisler dell’Harvard University alla BBC in occasione della giornata dell’orologio biologico.

Nel corso di milioni di anni i nostri corpi hanno sviluppato un orologio biologico assai preciso che scandisce il sonno e la veglia. Questo ciclo sonno/veglia è un ritmo circadiano e dura circa 24 ore. La luce, attraverso il nervo ottico, riequilibra il bilanciamento melatonina – serotonina e regolarizza i ritmi circadiani sonno – veglia, migliorando l’umore, l’appetito e la qualità del sonno.

Se questa ciclicità viene persa si determinano dei disturbi che possono causare sofferenza e scadimento della qualità di vita.

Mentre in passato la vita dell’uomo era scandita dalla luce naturale, con l’avvento e l’utilizzo sempre più massiccio della luce artificiale il ritmo circadiano dell’uomo ne ha risentito.

Alcune caratteristiche della luce artificiale possono influire in maniera negativa sul nostro organismo e sull’ambiente, alterando proprio il ritmo circadiano e trasformando completamente interi ecosistemi.

Non tutti sanno che l’esposizione alla luce, soprattutto alle lunghezze d’onda corte e bluastre della sera modificano il nostro ciclo verso orari più tardi, posponendo il rilascio dell’ormone che promuove il sonno e rendendo più difficile il risveglio al mattino.

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